Jermuk, Vayots DzorGeyser
Vulcani e geyser
Jermuk, Vayots Dzor — Vulcani spenti, sorgenti fumanti, arte rupestre millenaria
Un tour per gli amanti della natura: dal cono vulcanico spento dell’Hatis, alle porte di Erevan, attraverso i vigneti del Vayots Dzor fino ai geyser ribollenti di Jermuk, poi verso le enigmatiche file di pietre di Karahunj e la cascata di Shaki, prima di una giornata intera in fuoristrada fino agli antichi petroglifi di Ughtasar a 3.300 metri — e ritorno per lo storico valico di Selim con il suo caravanserraglio della Via della Seta, costeggiando il lago Sevan, fino a Erevan. Si pernotta in accoglienti guesthouse dalla cucina genuina.
Giorno per giorno
- 1
Erevan e il monte Hatis
Proprio alle porte di Erevan ti attende il cono vulcanico spento dell’Hatis: piste di ghiaia salgono fino ai pascoli d’alta quota ai suoi piedi, mentre l’ultima ripida salita, su ghiaia franosa, si affronta solo a piedi — un preludio vulcanico con vista sull’altopiano del Kotayk.
- 2
Vayots Dzor e i geyser di Jermuk
Percorso tra i vigneti del Vayots Dzor fino alla località termale di Jermuk, a oltre 2.000 metri — appena fuori città, nell’altopiano aperto, acqua minerale calda erompe ogni due-sette minuti da uno dei 44 geyser e ti avvolge nel vapore.
- 3
Karahunj e la cascata di Shaki
Passando per Sisian, verso le file di pietre forate di Zorats Karer, la «Stonehenge armena» a 1.770 metri, poi verso il velo di diciotto metri della cascata di Shaki.
- 4
Fuoristrada verso i petroglifi di Ughtasar
Una giornata intera in fuoristrada, in salita fino a 3.300 metri, verso i petroglifi di Ughtasar: stambecchi, cacciatori e segni stellari, incisi nella roccia da pastori millenni fa.
- 5
Per il valico di Selim, ritorno a Erevan
Rientro via Yeghegnadzor e lo storico valico di Selim con il suo caravanserraglio della Via della Seta, costeggiando il lago Sevan fino a Erevan, partenza.
Punti salienti di questo itinerario
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